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Gli incendi estivi in Europa
hanno la stessa causa

04/08/2022

Durante questo 2022, gli incendi hanno colpito tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo, dalla Francia al Marocco, dalla Spagna alla Grecia. E le cause sono le stesse. Ne abbiamo parlato con Roberto Inghilesi di Ispra

Durante questa estate ci sono stati molti incendi soprattutto nell’area intorno al Mediterraneo, dall’Europa Meridionale al Marocco. Cercando di capire i meccanismi che sono all’origine di questi eventi, viene da chiedersi soprattutto se c’è una causa unica, oppure più cause si sono intersecate in territori simili. “Di per sé è difficile fare considerazioni assolute” - risponde Roberto Inghilesi. “Quello che possiamo fare è un raffronto rispetto all’anno scorso e agli anni precedenti. Dal punto di vista della situazione in Europa, possiamo dire che sia il 2021 che il 2022 sono stati due anni brutti a livello europeo, per quanto comunque il 2022 sia tuttora nel pieno della stagione degli incendi e dei fenomeni estivi. In particolare, nel 2021 gli incendi hanno colpito tutta l’area del bacino del Mediterraneo, con l’Italia che è stata particolarmente colpita da roghi anche di grandissime dimensioni. In Sardegna, per esempio, lo scorso anno bruciarono 13.000 ettari, dei quali una buona parte erano ecosistemi pregiati, come latifoglie. Quest’anno gli incendi più gravi sono stati nella parte Nord-Occidentale del bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna e Francia. Lì ci sono stati incendi veramente enormi, dove in pochi giorni sono bruciati 40.000 ettari di bosco. Spesso sono stati colpiti ecosistemi importanti. La stagione estiva dell’anno scorso invece ha colpito soprattutto l’Italia, in Sardegna, Calabria e Sicilia. Quest’anno abbiamo registrato casi importanti. ... [continua]

Siccità, sprechi, soluzioni: quale futuro?
22/07/2022

Abituarsi a convivere con la siccità, mettendo in campo soluzioni sostenibili e la riqualificazione e rinaturalizzazione dei nostri ecosistemi. Ne parliamo con Daniela Lucchini, biologa ambientale e responsabile di CTR Sistemi Idrici di Arpae, l’Agenzia regionale per l'ambiente dell'Emilia-Romagna

La siccità che asseta l’Italia e che solo oggi, vista la sia gravità, è balzata con grande clamore agli onori della cronaca, non è certo un problema recente: sono almeno 20 anni che si manifesta in tutta la sua evidenza e problematicità, ma sino ad ora poco o niente di risolutivo è stato fatto. Come di prassi, nel nostro Paese si aspetta che i problemi diventino pesanti emergenze prima di affrontarli e correre ai ripari e, quando (e se) lo si fa, si adottano soluzioni tampone non risolutive e non ottimali. Ovviamente con costi estremamente più elevati rispetto a quanto sarebbe stato necessario che se si fosse agito per tempo e con danni che potevano essere evitati. E la siccità con cui oggi ci troviamo a fare i conti non fa eccezione. Quel che succede lo sappiamo: scarsissime le precipitazioni nevose e la pioggia nello scorso inverno, idem in primavera, e temperature ben al di sopra della media stagionale, cuneo salino che risale a livelli mai visti prima. Risultato? Manca l’acqua per l’agricoltura, per la zootecnia e si parla già di razionamento nell’erogazione dell’acqua potabile. ... [continua]


L' Italia è il primo Paese in Europa
per numero di incendi

24/07/2022

A denunciarlo uno studio della Cattolica di Roma. Il più grande nel 2021 in Sardegna, ha interessato oltre 13.000 ettari di superficie

Uno studio dell'Università Cattolica di Roma denuncia: "Nel 2021, l'Italia è stato il primo paese in Europa e il secondo paese al mondo per numero di incendi registrati, 1422, per un totale di 160.000 ettari di superficie bruciati. Si tratta del numero più alto registrato nell'ultimo decennio. Ma ci aspettiamo dati peggiori anche per quest'anno". A spiegarlo lo studio "Il cambiamento climatico in Italia. Lo scenario italiano alla luce del documento Climate Change Is A Healt Crisis", realizzato in collaborazione con l'Italian Institute for Planetary Health. “Quindici, tra gli incendi avvenuti in Italia lo scorso anno - spiega lo studio - hanno superato i 1.000 ettari ed il più grande, in Sardegna, ha interessato oltre 13.000 ettari di superficie. La siccità estrema che stiamo vivendo - evidenzia sempre lo studio - sta gettando le basi per la desertificazione, che interessa il 25% della popolazione mondiale, compresi i residenti di alcune regioni del Sud Italia, come Sicilia, Puglia e Calabria”. “Il modo migliore per contrastare i cambiamenti climatici è puntare su fonti rinnovabili di energia. Come fanno in modo esemplare alcune regioni come la Valle d'Aosta, la cui quota percentuale di rinnovabili sul consumo lordo di energia è maggiore del 90%, mentre la Basilicata si trova in terza posizione con il 49,5%. Entrambi i valori - evidenzia il dossier - sono maggiori rispetto alla media nazionale (17,1%)". ... [continua]

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