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Amatrice, cinque anni dopo:
l'evoluzione del monitoraggio sismico

24/08/2021        

Cinque anni dopo la sequenza di Amatrice-Norcia-Visso, il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni, fa il punto sulla ricerca scientifica e sul monitoraggio dei terremoti

Il 24 agosto 2016, alle ore 3.36, con il terremoto di Amatrice di magnitudo 6.0 è iniziata una delle più importanti sequenze sismiche che ha colpito il territorio nazionale in questo secolo. La sequenza, detta “di Amatrice-Norcia-Visso” per l’estensione territoriale delle faglie attivate in quella notte, è stata particolarmente funesta, coinvolgendo un’area di circa 8000 km quadrati, 140 Comuni e circa 600.000 persone - in particolare ferendone 388 e uccidendone 299.

L'importanza della memoria dei terremoti
L’Italia, per sua natura, è un territorio dove i terremoti sono un elemento naturale che si interseca imprescindibilmente con la storia delle società locali. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha la missione del monitoraggio e della sorveglianza sismica in Italia, oltre che lo studio dei meccanismi che generano i terremoti. Il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni, ha spiegato a che punto siamo con la ricerca scientifica e il monitoraggio. Perché il terremoto, cinque anni dopo Amatrice, fa ancora troppi danni in Italia. Dobbiamo imparare a conoscerlo per difenderci meglio. Anche perché, soprattutto, di fronte al rischio sismico, non dobbiamo mai chiederci se ci sarà un terremoto, ma solo quando esso si verificherà. Secondo Doglioni, è importante ricordare i terremoti, perché “la memoria di questi eventi terribili ci aiuta a porre in essere tutte le possibili strategie difensive dagli eventi futuri che inevitabilmente torneranno”. ... [continua]


Maltempo dicembre 2020
Al via i primi risarcimenti dei danni: 14,7 milioni di euro
a disposizione per 2.600 cittadini e 300 aziende in 16 comuni

05/08/2021

Rimborsi fino al 100% con fondi aggiuntivi per i territori già colpiti dal terremoto. Le domande entro l’11 ottobre 2021

Arrivano i bandi per risarcire oltre 2.600 cittadini e più di 300 imprese dell’Emilia-Romagna colpiti dal maltempo che a dicembre 2020 si è abbattuto sulla regione, in particolare nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Un’ondata di piogge eccezionali ha causato piene storiche dei principali corsi d’acqua, con la rotta dell’argine del Panaro tra Castelfranco e Nonantola nel modenese, oltre a frane e dissesti diffusi in Appennino. Ora la Giunta regionale ha deliberato criteri e termini per la richiesta degli indennizzi. Per le domande, c’è tempo fino a lunedì 11 ottobre 2021; ogni Comune interessato pubblicherà l’apposito avviso pubblico e la relativa modulistica.  
“E’ un punto di arrivo significativo- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- che testimonia un impegno forte per rispondere in concreto a quanto accaduto.. ... [continua]

Incendi boschivi: operativa la nuova Web App
per comunicare gli abbruciamenti
25/06/2021

Confermata la Fase di Attenzione (Codice Giallo), il primo luglio apre la SOUP in viale Silvani

Bologna – E' operativa la nuova Web App per comunicare l’intenzione di procedere ad abbruciamenti: https://segnalazioneabbruciamenti.regione.emilia-romagna.it/form-fire
Il nuovo canale di comunicazione è a disposizione di privati cittadini, aziende agricole e scout, una nuova opportunità che si aggiunge alla tradizionale telefonata ai Vigili del Fuoco (Numero Verde: 800841051). Se correttamente compilata, la Web App procederà automaticamente a segnalare l’abbruciamento a Vigili del Fuoco, Comune e Carabinieri Forestale per gli eventuali controlli. Il cittadino che intende fare un abbruciamento controllato di residui vegetali ha l’obbligo di dare preventiva comunicazione ai Vigili del Fuoco; l’obbligo vale anche per i fuochi accesi dai gruppi scout. Si ricorda che l’operazione va in ogni caso conclusa entro 48 ore dalla comunicazione. L’abbruciamento dei residui vegetali è vietato nei periodi dichiarati di “grave pericolosità” (Codice Arancione) dalla Regione; altrimenti, è consentito nelle modalità previste dal Regolamento Forestale e nel rispetto delle misure regionali per la tutela della qualità dell’aria. Va contattato il Comune dove si intende effettuare l’abbruciamento, per verificare se siano in atto provvedimenti locali più restrittivi. ... [continua]



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